Dal 14 al 31 gennaio 2001
Orario: Feriali: 21/23; Festivi: 10,30/12,30
- 17/19 (chiuso lun.)
Tra
i vari critici che si sono occupati di Piero Tredici, e sono molti,
è stato Renzo Federici in una recensione del 1983 al ciclo di
dipinti sull'Antigone, a fissare in modo essenziale uno dei caratteri
della sua pittura: "Ma Tredici sa ritrovare sotto il decoro illustre
il silenzio mortuario, le tremende veemenze della sorte che ormai
ha condotto tutti i suoi giochi, sigillando in questa immobile
certezza. Questo silenzio di funebre certezza Tredici sa coniugarlo
con mezzi semplici ma ben suoi […] L'artista incalza coi suoi
personaggi torniti, ma in fondo spettrali: possono inclinare al
fantasma, mai alla creatura viva. Il loro derelitto senso e valore
è di irraggiare, come in certi frammenti del Bronzino, il loro
funesto nitore, il loro derelitto e grandioso memento (con gli
oggetti intorno che trapassano in qualcosa di "ricco e strano",
la vegetazione che piega al demoniaco). E se un'epica il realismo
di Tredici cercava, certo qui l'ha trovata, fissa e solitaria,
desolatissima […]".
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